IL PUNTO di Paolo Uggè...

Settimana nella quale si è tenuta l’assemblea di Conftrasporto per adempiere agli adempimenti statutari previsti ma anche per effettuare un primo esame della situazione alla luce degli annunciati interventi da parte dell’Esecutivo per fronteggiare la situazione economica determinatasi dagli effetti generati dalla pandemia.

 

Purtroppo i dati non sono esaltanti sia in termini di Pil che di occupazione. Restano ancora in essere tutte le preoccupazioni per la situazione sanitaria che presenta dati altalenanti.

 

Abbiamo anche affrontato le iniziative da assumere per rilanciare le proposte di Conftrasporto in vista degli interventi economici che saranno decisi al fine di supportare le imprese in difficoltà. Da una prima lettura del documento sulle linee guida del piano nazionale esce confermato lo stato di indecisione e precarietà che ha caratterizzato l’attività dell’attuale Esecutivo (da leggere per farsi una idea).

 

Nel mese di ottobre il 16 rinnoveremo gli organismi direttivi della federazione mentre ci vediamo costretti a modificare i programmi già definiti per la presentazione dello studio che Format Research ha elaborato per noi. Nel mese di novembre invece presenteremo il libro che riassumerà il percorso delle cinque edizioni che si sono tenute fino ad ora a Cernobbio del Forum internazionale dei trasporti. Una occasione pubblica per non interrompere l’appuntamento annuale che abbiamo iniziato sui temi del trasporto. Ovviamente anche in questo caso dovremo tener conto delle disposizioni che saranno emanate per l’evolversi, speriamo che i pessimisti abbiano torto, della situazione legata alla diffusione del Covid.

 

Personalmente ritengo che vi siano in circolazione troppi “Covid..ioti” che favoriscono tanta confusione e seminano panico. Personalmente non mi iscrivo né tra coloro che negano (altrettanto stupidamente un fatto esistente) nè in quelli che ipotizzano visioni apocalittiche. Voglio essere realista ed affrontare la situazione per quella che è senza politicizzare la questione o prestarmi al gioco di chi opera per raggiungere ben altri obiettivi.

 

Nel fine settimana in sette Regioni d’Italia si rinnoveranno i consigli regionali ed i relativi presidenti. Il mio invito è quello di recarsi alle urne non dimenticando che le regioni legiferano anche in tema di trasporti. Anche in questo caso le ultime iniziative regionali non sempre hanno tenuto  in adeguata attenzione i temi degli imprenditori che rappresentiamo.

 

Vi è un'ulteriore scelta che gli italiani sono chiamati a fare ed è legato al Referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari. Lo voglio ripetere è una scelta controversa, dannosa per i corpi intermedi, solo di natura politica. Non produrrà miglioramenti nelle attività  parlamentari, non diminuirà i costi della politica e soprattutto ridurrà la rappresentanza ad alcune regioni. Chi dice che si cambierà da subito le regole della politica in vigore mente. Infatti le regole si applicheranno dalla prossima legislatura ed inoltre si dovranno ancora approvare tre leggi ordinarie ed una di rango costituzionale.

 

La questione importante è che non sappiamo per quale nuovo sistema istituzionale ci esprimeremo. Quale sistema elettorale? Quale forma di regole saranno definite? Vi saranno nuovamente le preferenze? Oppure si voterà per collegi favorendo così ancor di più i capi bastoni che nomineranno i nuovi deputati? Ed il tema del presidenzialismo sarà previsto? Questi ed altri temi impatteranno sulle nostre vite e attività.

 

Chi oggi sostiene che poi le regole saranno definite rispetterà gli impegni assunti? Oppure come per le tante assicurazioni fornite agli imprenditori, lavoratori, donne, anziani sugli aiuti per superare le conseguenze del Covid, se ne dimenticheranno o non saranno in grado di trovare intese? (passata la festa gabbato lu santo si dice nel mezzogiorno). Secondo dati pubblicati pare che solo il 25/30% dei provvedimenti attuativi siano stati emanati, ad oggi. Perché fidarci delle promesse sulle riforme delle Istituzioni? Sembra un modo solo per garantire la permanenza in Parlamento fino alla fine della legislatura degli attuali eletti.  Si deve sapere che corriamo rischi identici a quelli che pensano che un edificio si possa costruire partendo dal tetto e non dalle fondamenta.

 

Personalmente per queste ed altre ragioni voterò NO! Ricordo che il recarsi alle urne è un dovere/diritto che è bene esercitare, se non fosse altro per il fatto che non votare significa dare agli altri la possibilità di decidere per conto nostro. Comunque chi fosse per il NO se non si reca a votare sappia che è come se votasse si.

 

Nonostante le affermazioni credo che i risultati elettorali (il combinato disposto tra esiti delle Regioni e del referendum) produrranno effetti. I cittadini italiani hanno la necessità di avere un Esecutivo che sia in grado di governare e soprattutto di avere persone che mantengono gli impegni presi avendo l’umiltà di informarsi laddove siano digiuni delle competenze loro affidate.

 

Abbiamo la necessità di avere un Esecutivo di persone competenti, scelte dai cittadini e che siano nelle condizioni di poter governare, riprendendo il metodo del coinvolgimento delle parti sociali e dei cosiddetti corpi intermedi. Nel caso fosse confermata la limitata scelta di ridurre solo numericamente i parlamentari  avremo ancor più problemi e certamente si aggraverà la difficile situazione già in atto.

 

Andiamo a votare, dunque, ricordandoci delle risultanze non felici che hanno prodotto scelte del passato.

 

Lamentarsi dopo non serve. Le prove le stiamo vivendo tutti anche a causa di coloro che nell’ ultima tornata elettorale non ascoltarono i nostri appelli.

 

Di seguito le ragioni del si e del no.

 

LE RAGIONI DEL SI

RIDUZIONE DEL COSTO DEI PARLAMENTARI E, DOPO, L’AVVIO DI UNA FASE DI CAMBIAMENTO SUI QUALI DOVRANNO ESSERE RAGGIUNTI ACCORDI. QUINDI DARE FIDUCIA, A PRESCINDERE, A CHI FINO AD OGGI GUIDA IL PAESE.

LE RAGIONI DEL NO

NON SI CONOSCE PER QUALE SISTEMA ISTITUZIONALE SI MODIFICA L’ATTUALE; ENTRERA’ IN FUNZIONE SOLO DALLA PROSSIMA LEGISLATURA; ALCUNE PROVINCE PERDERANNO I RAPPRESENTANTI POLITICI;

SI RAFFORZA IL POTERE DEI PARTITI DI NOMINARE GLI ELETTI (QUALE SARA’A LA RIFORMA NON E’  DATO SAPERE OGGI, QUINDI SI DA UN CONSENSO AL BUIO);

LA COMPETENZA NON VIENE ASSICURATA CON QUESTA IPOTESI E POTREMO TROVARCI CON DEI NUOVI PARLAMENTARI E POI GOVERNANTI CHE NON CONOSCONO LE PROBLEMATICHE;

SOLO UNA RIFORMA DEL SISTEMA ISTITUZIONALE ED ELETTORALE, DUNQUE, POTRA’ AVERE UN EFFETTO SUL FUTURO DEL PAESE.

 

VOTATE DUNQUE, RIFLETTENDO SUI FATTI E NON SULLE PROMESSE!

18 settembre 2020

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