IL PUNTO di Paolo Uggè

Sembra, anche se a macchia di leopardo, mantenersi la tendenza della diminuzione dei casi di Corona virus e paiono, anche se lentamente, in ripresa le attività economiche. Sicuramente la situazione presenta delle diversificazioni sia a livello regionale che a livello numerico. L’elemento che determina questi cambiamenti è legato per lo più al numero dei tamponi effettuati. Più elevato questo numero maggiori possono essere le risultanze dei contagiati. L’unico dato che sembra permanere è che i guariti/dimessi continua a superare il numero dei contagiati. Staremo a vedere. Non aiuta certo a migliorare il clima l’insistenza con la quale un Ministro scalpitante ed incompetente, non sembra averne azzeccate molte di previsioni e se facessimo poi un rapporto tra contagiati e guariti nella Sua regione scopriremmo che questa è ben lontana dai numeri di altre dallo stesso indicate come ad alto rischio. Insomma un ministro da Boccia… re. La smetta di continuare a rilasciare dichiarazioni su aspetti che non gli competono. Lo sappiamo perché lo fà.

 

Ieri invece a Lodi è venuta a galla, da una indagine condotta dalla Guardia di Finanza una situazione, a dir poco di una gravità tale che, se comprovata, dovrebbe prevedere sanzioni tali a coloro che si fossero resi colpevoli di aver commesso i comportamenti dei quali vengono accusati, da impedire il ritorno in qualsiasi attività imprenditoriale per sempre.

 

Mancato rispetto delle leggi sul lavoro, imposizione di comportamenti contrari alle norme sulla sicurezza sia sociale che della circolazione, addebiti inaccettabili ai conducenti. Queste le principali contestazioni delle competenti Autorità che hanno portato anche a limitazioni della libertà dei titolari dell’impresa.

 

Non voglio entrare nel merito della faccenda che è al vaglio delle Autorità inquirenti. Non si può tuttavia restare indifferenti rispetto a comportamenti vergognosi che mi vedrebbe critico nei confronti di chiunque li applicasse.

 

A parte il mancato rispetto dell’essere umano che gridano vendetta al cospetto di Dio, certi atteggiamenti impattano sulla concorrenza sleale e distorcono la concorrenza.

 

Una domanda occorre tuttavia porsi ed è relativa al ruolo delle Istituzioni che hanno il dovere di garantire il rispetto delle leggi.

 

Come mai questi fatti avvengono e le Autorità ancora nicchiano ad introdurre normative che aiuterebbero ad evitarle? I costi di riferimento della sicurezza ed i tempi di pagamento non consentirebbero alle Autorità preposte verifiche più puntuali?

 

Cosa rende titubante i ministeri preposti alla loro emanazione? Eppure quando si parla di comportamenti in grado di garantire la sicurezza sono tutti in prima fila. Certo che chi utilizza il trasporto non sarà felice se le normative concordate uscissero. Ma non usciamo in un periodo dove si declama continuamente che la vita e la sicurezza delle persone hanno priorità su tutto?

 

Che dire infine della grande stampa? Un silenzio assordante. Non si è riscontrato, su un fatto gravissimo, come quello di Lodi accertato dalla Guardia di Finanza, un particolare interesse ad approfondire da parte dei Media che fanno opinione. Sarà un caso? Eppure dovrebbe essere un argomento sul quale una stampa libera e non disattenta dovrebbe spendersi, chiedere una inchiesta, informarsi per informare. Nulla di tutto questo. Che ci sia qualche intervento cautelativo per non dare troppo risalto alla necessità di introdurre normative che gli stessi rappresentanti di categoria del trasporto chiedono da tempo, inascoltati? A pensar male si fa peccato ma spesso, diceva qualcuno, si indovina.

21 maggio 2020

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