IL PUNTO di Paolo Uggè

Qualcuno si è accorto che qualche problema sia stato risolto alla ripresa dopo il periodo natalizio? Spero di essere smentito dai fatti. Allo stato attuale opterei per una risposta negativa.


I monopattini hanno iniziato a circolare, più o meno liberamente, e senza controlli nelle città. Tra qualche mese entreranno in vigore le sanzioni sui seggiolini con l’allarme per chi trasporta bambini e li dimentica a bordo (se per ogni scemo in circolazione dobbiamo fare una legge non ci salviamo più). Le apparizioni delle nebbie in alcune regioni e città hanno prodotto il solito ricorso alla politica dei divieti. Se aggiungiamo altre questioni di carattere generale c’è di che preoccuparsi.  


I temi economici che impattano pesantemente sull’economia del Paese sono infatti sempre in fase di stallo. Alitalia, Autostrade, Ilva, l’ultima sentenza del Gup di Milano su uno dei più grandi impianti siderurgici del mondo rende evidente quanto sia stata intrisa di demagogia la vicenda. Gli ostacoli alla mobilità introdotti dal governo austriaco permangono, la scusante è il rispetto ambientale, ma gli ostacoli alla circolazione non riguardano i veicoli austriaci provenienti o diretti in Austria. La sicurezza stradale viene affrontata non con norme stringenti ma ricorrendo alle “grida di manzoniana memoria” cioè, annunciando incrementi dei controlli e delle pene. È già successo e non è mutato molto. Forse lo Stato ed i Comuni potranno anche incrementare le entrate ma i problemi rimarranno. Ci sarebbe da riempire interi fogli a voler proseguire.


La sensazione che si prova è che il Paese sia nuovamente bloccato dalla fase elettorale che vede nella fine del mese di gennaio (si voterà in Emilia Romagna e Calabria) l’elemento determinante per ogni decisione. 


I trasferimenti delle merci rallentate danneggiano l’economia ed il sistema produttivo? Dopo che saranno metabolizzati i risultati che emergeranno dalle votazioni, si troveranno finalmente le soluzioni adeguate? Mah! Giova l’incertezza, favorita da dichiarazioni contrastanti ed irresponsabili, di continuo rilanciate da uomini politici, parte della stessa maggioranza, sul futuro di una società quotata in borsa? Certo che no! Cosi si danneggiano i risparmiatori gli investitori esteri che perdono fiducia nel nostro Paese. Nessuno che provi ad interrogarsi se oltretutto sia accettabile continuare a giocare sui sentimenti e sulle attese delle persone e famiglie, coinvolte dalla tragedia di Genova, annunciando punizioni esemplari solo per ricercare solo consensi. Che vergogna! 


La medesima stessa fattispecie si vive con Alitalia e con 160 altre vertenze aperte che vedono operatori/ lavoratori  in difficoltà. La politica però pensa al sistema elettorale per poter fregare gli avversari ed ogni altra iniziativa utile solo a mantenere più a lungo possibile la presenza in Parlamento. Ma le aspettative  della gente? Un nuovo problema si è aggiunto all’inizio dell’anno, la vertenza nei porti sfociata, per ora, in qualche azione di blocco, che ha portato alla “solita riunione”  presso il ministero dei trasporti che, pur senza risolvere gran che, rispetto alla gestione Toninelli ha provato almeno a comprendere le ragioni del malcontento. Tuttavia il solo impegno, pur se lodevole, non fa trovare le soluzioni necessarie.


L’incremento dei costi per gli armatori e per le imprese di autotrasporto è determinato da una normativa di carattere ambientale, nota da tempo, che forse necessitava di un interessamento a monte. Invece nulla è stato fatto e nei porti si sono registrate iniziative, per ora, poco impattanti, di protesta. L’aspetto abnorme è che invece di seguire le regole del mercato, (senza dimenticare come il sistema dei trasporti impatti sulla sicurezza per questo si chiede che il governo svolga un ruolo) , che prevede di trasferire sui committenti i maggiori costi registrati, si finge di credere che i problemi siano degli armatori o dei trasportatori. L'ipotesi è una sola: occorre trovare una soluzione per l’intera filiera per evitare il rischio di innescare azioni di protesta che potrebbero estendersi in altri settori o zone del Paese. 


C’è la nebbia? Si utilizzano i divieti alla circolazione, anche se la loro responsabilità è relativa. Esistono i  rischi di cedimenti dei manufatti per cause da accertare? Si limita la libertà di circolare ma non si fa nulla per modificare le norme che lasciano proseguire il danneggiamento delle infrastrutture. E quel che lascia stupefatti è come mai non si coinvolga il ministero, soggetto deputato ad effettuare i controlli. 
Sono in aumento gli incidenti stradali, causati da comportamenti irresponsabili? Si incrementano le sanzioni ma non si potenziano le forze dell’ordine specifiche ed invece si stipulano inutili protocolli che servono a dimostrare l’interesse del Governo. Ciò che sarebbe funzionale non si fa. Infatti non si rendono obbligatori strumenti tecnologici in grado di evitare che irresponsabili si mettano alla guida in condizioni non idonee in base al principio del: “chi guida non beve o chi beve non guida”, o che consentano ai cellulari di funzionare solo in viva voce, ma neppure si coinvolgono patrimonialmente i colpevoli , etc.. Potrei continuare con altri i esempi ma mi fermo qui. Certo è più utile e facile aumentare le sanzioni.


Il dato vero è che se non si chiude la fase politica dove dominano gli interessi di parte e non quelli generali, ma in particolare se non si fa crescere nei cittadini, soprattutto giovani, i valori della partecipazione, del rispetto e soprattutto dell’educazione, daremo sempre più spazio a coloro che a seconda dei loro interessi fanno nascere dei movimenti, utili solo ad intercettare la giusta rabbia o delusione dei cittadini. E’ così che si rafforza il sentimento di repulsione che porta la gente semplice a trarre l’ovvia conclusione che “siano tutti uguali”, disinteressandosi della politica. Ed è questo che produce molti ad abbandonare quello che sarebbe indispensabile. Tornare ad una politica vera che si occupi dei reali problemi della gente. Rifuggere dai politici/politicanti e tornare a  considerare la  politica, come diceva S. Paolo Sesto, la più alta forma di carità al servizio della gente. Questa è l’unica strada. Chi non si interessa della politica deve sapere che sarà la politica ad interessarsi di Lui.

Ovviamente nell’accezione “politica” comprendo anche i corpi intermedi che sono anche le rappresentanze di imprese. Non lasciamoci andare è ora di organizzarsi e reagire! 
 

10 gennaio 2020

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