IL PUNTO di Paolo Uggè

Finalmente abbiamo un Governo! E’ vero che mancano ancora alcune cosette, come definire nei dettagli il programma, (una bazzecola!),  gli assetti di Governo ed avviare un rapporto con le nuove Autorità europee. Ma l’Esecutivo è in grado di operare?


Per alcuni mesi assisteremo a dichiarazioni “ad minchiam” dei vari esponenti del Governo per un fatto che è oggettivo e naturale. Occorre del tempo per comprendere dove si trovino, leggersi i dossier, costituire uno staff di persone esperte, possibilmente incontrare le rappresentanze dei corpi intermedi, costruire rapporti sia con le nuove autorità comunitarie che con le Commissioni parlamentari. Insomma esiste un fatto che è oggettivo: il fattore tempo.


Queste considerazioni dimostrano come uno dei mali maggiori del nostro sistema è la brevità della durata dei Governi. Volete la prova? Provate a ricordare quale sia stato il Governo durato per cinque anni nella medesima composizione. Non sarà facile.


Infatti se si seguono i media si scoprirà che la nostra nuova classe dirigente non fa altro che annunciare dei cambiamenti sui provvedimenti assunti da chi li precedeva (non è un comportamento nuovo vi è sempre stato ma in questo modo la soluzione dei problemi della gente e delle imprese si rinviano).


Oggi si sente ipotizzare nuove norme sull’immigrazione. Ma in un Paese serio e democratico le leggi fino a quando non sono modificate debbono essere applicate. In caso contrario si omette di compiere atti dovuti.


Sull’immigrazione o su altre norme o si emana un decreto legge con nuove disposizioni oppure quello che è in vigore va per forza di cose attuato. Questo vale per tutto ovviamente. Poiché non è semplice ovviare ad un obbligo connesso in uno Stato di diritto. Ecco che il dibattito tenderà allora a concentrarsi su temi di carattere politico. Le modifiche da apportare al sistema elettorale, ad esempio, non è irrilevante. Ma  le urgenze e le aspettative della gente e delle imprese sembrano essere altre. Si dibatte, ad esempio, sui temi complessi legati ai rapporti europei ma non sembrano essere così di facile soluzione; si parla senza tener conto dei dati scientifici, non lasciati a scribacchini ma a scienziati veri, dei cambiamenti climatici, e ci si limita il più delle volte a fare dell’eco terrorismo sui danni futuri per l’ambiente. Pochi se ne rendono conto ma spesse volte dietro  tali campagne esistono  veri e propri conflitti di interesse. Ma gli argomenti che bruciano sulla pelle dei cittadini e che riguardano temi irrisolti concreti:, infrastrutture,  immigrazione occupazione, futuro dei giovani, pensioni, nuove povertà,  giustizia, etc. come si immagina di risolverli?


Non voglio tediare ma vi sarebbero tematiche a iosa da evidenziare. Intanto limitiamoci a quelli che ci riguardano più da vicino. Funzionalità dei porti; reti di collegamento europeo (definite anche reti TEN-T); accessibilità e interconnessione delle reti; superamento degli ostacoli per l’attraversamento dell’arco alpino vitale per l’economia nazionale; funzionalità delle motorizzazioni con la questione delle revisioni  ai veicoli pesanti, ancora irrisolta; sicurezza e controlli, concorrenza estera , delocalizzazione, mantenimento accisa etc, etc. che si fa? 


Chi mi segue sa che avevamo avanzato un suggerimento alle forze politiche per cercare di ottenere nella scelta dei commissari europei quello dei trasporti che, a nostro avviso, impatta con l’economia del nostro Paese.


La scelta è stata di perseguire un commissario che affrontasse i temi economici, sicuramente importante. E’ una scelta anche condivisibile ma leggendo le deleghe assegnate si scopre che il nostro rappresentante non sarà lasciato solo nelle decisioni che dovranno essere invece validate anche da un vice presidente della Commissione, in passato non molto accomodante rispetto alle esigenze italiane. Possiamo sostenere che il ruolo  del nostro commissario Gentiloni sarà decisivo? Così ci vogliono far credere,  sarà il futuro a dare una conferma o meno se sarà proprio così.


Per i trasporti la nomina è stata assegnata al rappresentante del governo rumeno. Anche in questo caso non si può essere tranquilli. E’ vero che molte imprese italiane hanno aperto la sede in Romania. Ma gli interessi nazionali sono un’altra cosa. L’aspetto che più ci deve preoccupare sono i contenuti della delega assegnata alla nuova Commissaria. Li pubblichiamo in un'altra parte del sito. Leggetela con attenzione. Debbo in tutta franchezza confessare che alla prima lettura pensavo di aver sbagliato testo. Le competenze attribuite con molta chiarezza sembrano più appartenere al commissario dell’ambiente che ai trasporti. 


Dunque un percorso che si avvia in salita. Speriamo che il nuovo Ministro Paola de Micheli che ha mostrato di possedere doti e capacità notevoli, possa sostenere il settore dei trasporti e della logistica in modo adeguato. Noi saremo al Suo fianco, non per piaggeria, ma perché intendiamo, come sempre, la tutela degli interessi delle imprese del settore il nostro compito primario. 
 

12 settembre 2019

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