Ncc, Paolo Uggè (Conftrasporto): “il Governo del cambiamento non si assuma responsabilita’ di altri esecutivi”

“La responsabilità della ridicola e grave situazione nella quale si vengono a trovare 80mila imprese che danno lavoro a circa 200mila persone è attribuibile oggi ai precedenti governi”. A dirlo è il vicepresidente di Confcommercio e di Conftrasporto Paolo Uggè, che precisa: “Oggi tuttavia il Governo ha la possibilità di concretizzare l’impegno, assicurato ai cittadini, di promuovere il ‘cambiamento’. Con una breve proroga (3/4 mesi), l’attuale governo può dimostrare di voler effettivamente, e in modo concreto, occuparsi dei problemi della gente che lavora”. 


“La norma del 29/1 quater è demenziale – aggiunge Uggè - Se attuata, rischia di mettere sul lastrico una intera categoria. La soluzione esiste e Conftrasporto è disponibile, se richiesto, a intervenire per favorire una soluzione che non possa creare condizioni di vantaggio per alcuni e un danno per altri. Se il Governo penalizzasse chi paga le tasse favorendo coloro che, unici in Europa come i taxisti, non sono assoggettati all’obbligo di rilasciare lo scontrino fiscale per le prestazioni effettuate, si esporrebbe a inevitabili e comprensibili critiche. Figli e figliastri? Non ritengo che il Governo voglia incorrere in questa grave ingiustizia”.


Di qui l’ipotesi formulata da Uggè in pochi punti precisi: una breve proroga che produca un’intesa accettabile con la regionalizzazione del rilascio delle licenze, in base a precisi algoritmi; l’identificazione di una soluzione razionale delle autorizzazioni in circolazione e già assegnate; l’obbligo di poter sostare in attesa di un cliente solo se il noleggiatore dimostri una prenotazione effettuata alcune ore prima attraverso strumenti informatici. “I dettagli tecnici - dice il vicepresidente di Conftrasporto - dovrebbero essere definiti entro il periodo di proroga”.


Conftrasporto ritiene l’ipotesi avanzata sempre migliorabile, ma potrebbe divenire un punto di equilibrio nel settore. “Su questa proposta si potrebbe costruire l’intesa tra le parti in causa, evitando di gettare sul lastrico piccoli imprenditori o di favorire l’esplosione di forme di abusivismo, come già sta avvenendo con alcune piattaforme informatiche che non hanno sede in Italia. Si potrebbe, infine, smettere di consentire a una precisa categoria di operatori di non dover dichiarare, con documentazione inoppugnabile, i corrispettivi incassati nella giornata”.  

19 dicembre 2018

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