Il Punto di Paolo Uggè

Nelle scorse settimane abbiamo preso posizione più volte sulla richiesta, interessata quanto incompatibile con i principi sui quali si regge la Comunità Europea, che il Sud Tirolo sta sostenendo. Mettere un limite al traffico merci è sicuramente in linea con le esigenze di traffico, sicurezza e ambiente ma, se attuata, rischia anche di divenire una palla al piede per l’economia italiana.


Questo concetto lo abbiamo sostenuto con forza ribadendo il concetto che la scelta di essere parte della Comunità europea comprende anche l’obbligo di rispetto dei principi sui quali si regge l’Unione stessa. Tra questi vi è la libera circolazione delle persone e delle cose che deve essere consentita, soprattutto per quei paesi che sono periferici rispetto al centro dell’Europa.


Fu questo principio che nel 2004 portò le Autorità comunitarie ad eliminare il sistema degli eco punti che limitava il transito degli automezzi che transitavano attraverso l’Austria. L’Italia, nella fattispecie, è l’unico Paese europeo periferico che per raggiungere i mercati europei deve attraversare tutte le volte la barriera alpina, a differenza di chi dal Nord entra in Italia.


A distanza di quindici anni il Tirolo, ben spalleggiato dall’Austria e Germania, ci riprova sostenendo che in attesa della realizzazione del traforo del Brennero ed a fronte dell’incremento registrato sul traffico merci effettuato con automezzi pesanti, si debba introdurre un sovrapprezzo ed un contingentamento che blocchi il passaggio delle merci provenienti dal Sud. L’Italia verrebbe fortemente penalizzata nel sistema produttivo ma anche nella propria attività logistica che con la recente riforma portuale ha avviato un percorso atto ad incrementarla, rilanciandone  la ricettività..


Come spesso sostiene il professor Marco Ponti le ferrovie assorbono sussidi e risorse pubbliche che sono in pratica generate dalle tasse e pedaggi sostenute dal trasporto stradale. Ora in un mercato libero non si può alterare il gioco della concorrenza concedendo risorse pubbliche  ad una parte per renderla più competitiva rispetto ad altre. Gli incentivi al trasporto intermodale sono da sostenere ma senza aggiungere misure che di fatto limitino le libertà ad intraprendere di altri. In sostanza destinare risorse alle ferrovie e poi alterare la libera concorrenza non è compatibile con il principio di una buona amministrazione della cosa pubblica.


Il Ministro Delrio nel recente summit che doveva affrontare il tema di realizzare un corridoio nel quale fosse contingentato il trasporto su gomma e incentivato quello su ferro ha contemporaneamente preso tempo e introdotto un principio che è divenuto, secondo quanto si legge nei comunicati, una posizione comune per la quale si prevede che “nessun atto unilaterale da parte di ciascun attore può essere condotto”. Il rischio che venissero assunte iniziative autonome è stato  tamponato.

 
Certamente il processo non finisce. Il prossimo Governo che si troverà alla guida del Paese dovrà far fronte ai nuovi tentativi da parte dei governanti del Sud Tirolo. Occorrerà mantenere ben fermo quel punto. 

09 febbraio 2018

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