Il Punto di Paolo Uggè

Passata la tornata elettorale ora si attende il nuovo Esecutivo. La speranza è di non dover attendere troppo! Molti sono, infatti i problemi del Paese dei Suoi cittadini e della Sue imprese, lasciati irrisolti, e che debbono essere invece affrontati.


Nell’articolo Ruote d’Italia, pubblicato mercoledì  7 marzo,  ne ho riassunto alcuni. Tra questi ho evidenziato il tema dei trasporti eccezionali che, dopo la caduta del ponte in località Annone (Lc) avvenuta nel 2016, sta registrando una fase di disinteresse che porterà le imprese di autotrasporto al fallimento e l’intera filiera produttiva ad essere messa fuori dalla competizione dei mercati. Quanto grave sia la crisi lo dimostra l’articolo a firma Gabanelli apparso sul Corriere della Sera mercoledì 7 marzo che ha messo l’accento sulla delicata questione. Purtroppo, temo che come sempre, spento il faro che ha suscitato anche l’articolo di una professionista di valore, il tutto finirà ancora una volta nel nulla.


Sono situazione come queste alle quali si aggiungono gli episodi di dumping sociale, le disfunzioni degli uffici della motorizzazione civile, le decisioni (ad minchiam) inaccettabili come i divieti imposti dalle prefetture per pochi centimetri di neve, a determinare sfiducia e senso di  rivalsa da parte degli operatori.  Temi ai quali si aggiungeranno, dopo le recenti sentenze della Corte Costituzionale, l’applicazione della azione diretta e la legittimità dei costi minimi di sicurezza, così come le vicende legate alla richiesta di tributi pervicacemente dall’Art dei trasporti (anch’essi riconosciuti non spettanti da sentenze di Tar e Suprema Corte). Anche in questi casi non servono chiacchiere ma interventi rapidi. Per i costi minimi il Ministero intanto non deve tardare a riprenderne la pubblicazione.


Chi si meraviglia dei risultati elettorali e non tiene conto di questi elementi dimostra di non comprendere le  esigenze della gente che è stanca di dibattiti, confronti, pareri e riflessioni che abbondano, senza mai però trovare le soluzioni concrete.


Conftrasporto al termine della campagna elettorale ha fornito a tutti coloro che la seguono elementi di giudizio, senza esprimere preferenze per i partiti che si sono presentati alla competizione elettorale. Anche quando sono stati rivolti inviti a valutare a quali forze politiche attribuire la preferenza il criterio non è stato  il frutto di convinzioni o preconcetti ma una presa d’atto di cosa le singole forze politiche proponevano sulla politica dei trasporti. Per ognuno di queste che hanno fatto pervenire i loro pareri scritti li abbiamo portati doverosamente a conoscenza. Quelle forze che invece non hanno inteso inviare documenti sulla loro visione nei confronti della politica dei trasporti ci siamo limitati a riportare, prendendole dai loro programmi pubblicati sui siti le rispettive posizioni concernenti il mondo dei trasporti e della logistica. È naturale che l’evidenziazione di alcuni programmi che non tenevano in alcun conto i temi del traporto e della logistica o si esprimevano per una politica non favorevole all’attività, abbiano portato ad indicazioni di non voto. Noi rappresentiamo l’ampio mondo dei trasporti ed abbiamo il dovere di tutelarne le imprese.


Ora si attende il nuovo Governo nei confronti del quale, chiunque sarà, vorremo confrontarci per poter in modo corretto rappresentare le nostre esigenze con spirito collaborativo. La rappresentanza di interessi per Conftrasporto si deve interpretare secondo i principi del confronto e volontà collaborativa nell’interesse del Paese e delle imprese aderenti. Se constateremo altrettanta volontà di confrontarsi saremo in prima linea pronti a collaborare. In caso contrario sapremo, come fatto sempre nel passato, trovare ogni iniziativa per tutelare le nostre imprese.

09 marzo 2018

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